giovedì 25 novembre 2010

Factory Records story



La Factory Records è stata una delle etichette discografiche più importanti inglesi, ha segnato un epoca musicale di passaggio dal punk rock alla new wave facendo arrivare alle nostre orecchie tra i gruppi più importanti di quel periodo.In questo articolo diviso in due parti seguiremo la storia della sua nascita fino alla sua chiusura avvenuta nel 1997.
La Factory records ha prodotto gruppi musicali di grande impatto
come Joy Division, New Order, A Certain Ratio, The Durutti Column, Happy
Mondays e, per un breve periodo, anche James e Orchestral Manoeuvres in the Dark.
La storia inizia a Manchester nel 1978 dove la Factory Records era concepita come un team creativo (di cui erano parte
fondamentale il produttore discografico Martin Hannett e il grafico Peter Saville) che conferiva all’etichetta e agli artisti prodotti un suono e un’immagine particolari. Molto noto è l’insolito sistema di catalogazione utilizzato che assegnava un numero di serie non solo alle uscite discografiche ma anche ad artwork e ad altri oggetti collegati alla Factory.
Tutto comincia nel 1976 con So It Goes,un programma di rock alternativo trasmesso da Granada Television di Manchester che ospita il debutto televisivo di artisti come Iggy Pop, Sex Pistols, Buzzcocks, diventando così un punto di riferimento per i fan della musica più innovativa.

 Il conduttore Tony Wilson, ispirato da questo momento di fermento musicale decide di cavalcare l’onda:
insieme all’amico Alan Erasmus, attore disoccupato e manager di band musicali,
all’inizio del 1978 fonda The Movement of the 24th January, un nome a metà strada tra il Movimento Situazionista Internazionale e la data di nascita del progetto, ed apre, dopo un paio di mesi, il Factory Club, con l’intento di
promuovere le band emergenti di Manchester. Al giovane grafico Peter Saville spetta invece il compito di disegnare i poster pubblicitari delle serate, inaugurando così una lunga e feconda collaborazione con Wilson ed Erasmus: sue saranno le più importanti realizzazioni grafiche legate al marchio Factory,alcune delle quali, come Unknown Pleasures dei Joy Division, entreranno a pieno titolo nella storia dell’arte rock. Le serate Factory riscuotono un immediato successo grazie soprattutto alla partecipazione di band del calibro di Durutti Column, Cabaret Voltaire e Joy Division, destinate a diventare fra le più rappresentative della musica wave.

 Visti i risultati incoraggianti, Wilson e soci decidono di incidere un doppio EP 7” con i contributi delle migliori band che si esibiscono al Factory e che costituisce, in
pratica, la prima pubblicazione della Factory Records. A Factory Sample esce nel gennaio del 1979 e va esaurito in brevissimo tempo. Quasi tutti i brani sono registrati da Martin Hannett, un giovane produttore già noto per l’ottimo lavoro svolto con i Buzzcocks. Convinto da Wilson, unirà da quel momento le proprie sorti a quelle della Factory e dei propri, artisti producendo una serie di lavori incredibilmente innovativi. Il quartier generale viene allestito nell’appartamento di Erasmus al primo piano di una palazzina al numero 86 di Palatine Road, nei sobborghi di Manchester.


Nel mese di maggio dello stesso anno vede la luce "Unknown Pleasures", album d’esordio dei Joy Division e prima rilevante uscita dell’etichetta. Seguono i singoli di debutto di A Certain Ratio e Orchestral Manoeuvres In The Dark. In ottobre, poco dopo l’uscita del singolo Transmission, il manager dei Joy Division, Rob Gretton, diventa il quinto socio ufficiale della Factory. Nel gennaio del 1980 è la volta del LP The Return Of The Durutti Column, progetto del chitarrista Vini Reilly,
che si avvale della produzione di Martin Hannet e di un originale (e poco funzionale) packaging in carta vetrata ideato da Peter.Saville. Nel mese di aprile il Factory Club, inattivo da diversi mesi, riapre per qualche
serata prima di chiudere definitivamente i battenti. Il 18 maggio, alla vigilia di un tour negli Stati Uniti, Ian Curtis, il cantante dei Joy Division, si toglie la vita impiccandosi nella sua abitazione. Nei mesi successivi


escono lo straziante singolo Love Will Tear Us Apart, che raggiunge le prime posizioni nelle classifiche inglesi, e l’album Closer,che, oltre all’eccezionale valore artistico suscita molto scalpore a causa della funerea copertina di Saville, ideata tuttavia molto prima della tragica morte di Curtis. In questo periodo la Factory apre due filiali estere a Bruxelles e a New York mentre, sul fronte musicale, il settembre 1980 vede la nascita dei New Order, composti dai membri superstiti dei Joy Division affiancati da Gillian Gilbert. Intanto gli A Certain Ratio pubblicano il 12" Flight. Nel febbraio del 1981 esce il singolo di debutto dei New Order, Ceremony, concepito in realtà in seno ai Joy Division con l’evidente apporto di Ian Curtis; dopo pochi mesi,
inoltre, gli A Certain Ratio esordiscono con il primo LP, l’ottimo To Each. Nel giugno 1981, per iniziativa dei New Order, la Factory investe nell’apertura di un club. La scelta della location cade su una fabbrica dismessa nei pressi del centro di Manchester. Questo progetto porta alla rottura con Hannet e Saville, che accusano la label di sperperare fondi preziosi, sottraendoli a investimenti più professionali.


New Order - Movment
Saville continuerà comunque a collaborare limitatamente agli artwork dei New Order. Wilson, Erasmus e Gretton costituiscono invece la Factory Communications. In autunno, dopo la pubblicazione di Still, doppia retrospettiva sui Joy Division con brani inediti e la registrazione integrale dell’ultimo concerto tenuto dalla band, è la volta di Movement, album di debutto dei New Order (ancora legato alle sonorità dei Joy Division) e delle eleganti sonorità di LC, seconda uscita a 33 giri dei Durutti Column.


 Il club Haçienda (FAC 51) apre i battenti nel maggio 1982. Nonostante la grande affluenza e il generale apprezzamento per l’originale arredamento curato da Ben Kelly, il club è costantemente in perdita per via di una politica di prezzi
molto popolari. Un incremento del costo delle consumazioni non serve a risollevare la situazione dal momento che gli avventori sembrano sempre più propensi al consumo di ecstasy che a quello degli alcolici .


Sul versante discografico il 1982 non vede particolari novità, se non l’album Sextet degli A Certain Ratio. Nel gennaio del 1983 una traccia, si dice, abbozzata dai New Order per collaudare una nuova drum-machine si trasforma in Blue Monday, 12" che vende tre milioni e mezzo di copie e che proietta la band nel firmamento della dancemusic internazionale. Si vocifera che il packaging particolarmente costoso
elaborato da Saville faccia perdere alla Factory cinque penny per ogni copia 
venduta.
Seguirà a pochi mesi di distanza il secondo album Power, Corruption And Lies.
In settembre la Factory lancia i James con il singolo di debutto Folklore, mentre un altro
giovane gruppo, The Smiths, non ricevendo sufficiente attenzione dalla label , si lega al la Rough Trade riscuotendo in seguito un enorme successo.....


continua....