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giovedì 6 dicembre 2012

The Who : Quadrophenia


Uk first press 1973
Value 150/200eu
Later 80/100eu

Quadrophenia è il sesto album in studio della band The Who, datato 1973. Il nome oltre ad essere una variazione del termine di uso medico a diagnosticare la schizofrenia sta anche ad indicare anche l'uso della quadrifonia nel suono e la divisione in quattro personalità del protagonista della storia, che riflette le quattro personalità distinte dei musicisti del gruppo.
Dopo "Tommy" altra monumentale opera rock, in cui il protagonista identificato con Roger Daltrey, subisce l'orrore di un mondo,familiare in primis, ma che in seguito diverrà una sorta di messia nel suo percorso fino alla libertà ed all'amore, in Quadrophenia il protagonista Jimmy Cooper incontrerà,tra illusioni e tormenti, la fine( della sua giovinezza). 
Secondo alcuni il disco nelle intenzioni dell'ideatore Pete Townsend, era un messaggio ai fans ed agli altri componenti del gruppo a prendere atto della maturità ed alla crescita della band, che voleva lasciarsi alle spalle gli anni '60 ma che nonostante tutto si pretendeva di trascinare e di riesumare. A simbolo e conferma, la parte finale del film dove il protagonista di fronte alla scogliera con la sua Vespa Gs la lascerà scivolare verso il basso, senza di lui che resta in parka a guardarla. Ambientato all'epoca dei Mod (1965), di cui i Who avevano cavalcato l'onda,il disco fu concepito come soundtrack di un film immaginario, senza la minima idea della sua realizzazione postuma e con effetto quadrifonico.


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La prima edizione del disco ( etichetta Track Records-polydor ) venne stampata dalla Euro-Albums Holland B.V, che dopo un certo numero di copie dovette smettere per mancanza di inchiostri! Infatti le primissime stampe sono di un colore grigio chiaro patinato mentre le edizioni successive hanno un colore grigio scuro/nero. La prima stampa esce con un booklet in bianco e nero di 22 pagine e riporta le matrici : Album A/B 2406 110 - Album C/D 2406 111.Sul dorso della copertina oltre che riportare il nome del gruppo ci sono le scritte "Track Deluxe Double" ed il numero di catalogo : 2657 013.



Ad oggi questo concept album resta uno dei migliori dischi rock di sempre ed i Who stanno per ritornare in pista con un tour! 





Alcune curiosità legate al film ed al disco... :



  • La Lambretta 1967 Li 150 serie3 creata dalla Innocenti nota come "Jimmy Bike" fu venduta all'asta nel novembre del 2008 per 36,000£.
  • I modelli di Vespa GS ( Grand Sport ) come quello che guida Sting sono stati creati apposta per il film.
  • Il disco ed il film hanno influenzato talmente tanto la cultura e la moda che è citato in altri film come Trainspotting ad esempio, oppure come la casa produttrice Vespa che ha creato nel 2011 un modello Quadrophenia.
  • Era stato scelto Jimmy Rotten dei Sex Pistols nel ruolo del protagonista inizialmente ma fu estromesso a causa del suo carattere a dir poco "irascibile".   
  • Il film uscì 7 giorni dopo la morte per overdose del batterista Keith Moon.
  • La colonna sonora è costituita solo da 10 brani tratti dall'album originale.    

lunedì 16 maggio 2011

L'elettronica in autostrada - Kraftwerk : Autobahn

La prima stampa tedesca - Philips
c.n.6305231 - Valore 80/100 eu
Uno degli album più influenti nella storia della musica elettronica e’ Autobahn dei Kraftwerk
Arricchito dall'introduzione dell'organo Moog, è un capolavoro d'equilibrio senza pari nella storia del rock elettronico. Equilibrio tra rumori e melodie, sperimentazioni d'avanguardia e pop, danze ancestrali e ritmi "concreti", umanesimo e cibernetica, tecnologia e arte. Definito da Ralf Hütter "una specie di raga pensato per l'ascolto in automobile", l'album è una sinfonia per motori. Motori che rombano, che mormorano suoni e rumori in un'armonia ipnotica. "Düsseldorf, la città in cui viviamo, è il centro della più grande zona industriale tedesca — raccontavano i due -. La nostra musica è quella della realtà urbana, con i ritmi e i suoni che producono le fabbriche, i treni e le automobili. Lavoriamo in questo contesto e ne siamo influenzati, come degli operai della musica, per otto-dieci ore al giorno nel nostro studio di registrazione. Amiamo i computer e le macchine che noi stessi ci siamo costruiti, con esse abbiamo una relazione semi-erotica". Romanticismo mitteleuropeo, estetica futurista e un sentire tipicamente "soul" si incrociano sull'Autostrada dei Kraftwerk per dar vita al suono del futuro.


La copertina disegnata da Emil Schult, già membro della band dal 1971 al 1973. Un sole stilizzato e un'autostrada che scorre tra le colline con le auto inserite nel paesaggio in stile collage. In primo piano l'abitacolo dell'auto su cui viaggiano i quattro membri della band. I loro volti si intravedono nello specchietto retrovisore, mentre a sinistra del volante compare il volto del designer.
Il retro copertina della versione originale mostraHütter, Schneider, Röder e Emil Schult seduti, la testa di Wolfgang Flür fu aggiunta in un secondo momento alla sovrapposta a quella di Emil Schult's quando si decise che sarebbe rimasto come membro permanente della band. Klaus Röder non fece per molto tempo parte del gruppo che aveva lasciato prima che le sessioni della registrazione fossero completate.

L'amplesso tra uomo e macchina, dunque, come approdo della Nuova Musica. Suoni secchi e asettici, oppure suadentemente morbidi, vengono filtrati e metabolizzati attraverso un uso dell'elettronica che mira a creare una nuova arte "totale": un linguaggio universale del villaggio globale. L'album esce nel novembre 1974 aperto dalla titletrack, suite di 22 minuti tutta sintetizzatori pulsanti e drum pad/ rhythm box assolutamente inedite, un sistema percussivo decisamente futuristico che i nostri si vedranno costretti a brevettare per evitare spiacevoli inconvenienti.

Il brano principale venne poi editato per essere adattato al formato singolo da 3 minuti, in una operazione fatta a discapito della genialità di fondo della concezione globale dell’opera ma che ne determinò il vero e proprio successo: la canzone elettronica era finalmente nelle alte posizioni delle classifiche americane ed inglesi, e rappresentava una vittoria sia per i Kraftwerk sia per la musica a venire. Ma se "Autobahn" rappresenta un punto di svolta critico per il suono della band e per gli sviluppi futuri della musica, qui manca ancora l’addentrarsi definitivo nella nuova direzione, quel passo decisivo che sarebbero stati loro stessi, inevitabilmente, a compiere.


mercoledì 20 aprile 2011

The Velvet Underground & Nico



La prima ed.Verve mono raggiunge 
anche il valore di 1.200$  


Prendete un batterista donna con una sola battuta ( Mo Tucker ) un Gallese di formazione classica ( John Cale ) una bellezza bionda e con una voce tenebrosa come quella di Christa Paffgen ( Nico ) e due amici della Syracuse University ( Sterling Morrison e Lou Reed ) e raccoglieteli insieme per formare una band e promuovere una canzone di Lou “The Ostrich”, aggiungere un altro biondo che dipingeva lattine di zuppa e il nome del gruppo derivato da un racconto sado-maso ed avrete una delle band che ha rivoluzionato il mondo del rock alla fine degli anni ’60 : The Velvet Underground.
Mentre gli hippies cantavano dei fiori e i Beatles facevano la storia con Sgt Peppers band come i VU suonavano come nessun altro prima: dissonanti, atonali, provocatori, con una voce terribilmente tortuosa come quella di Nico e i contenuti dissacranti delle songs; bondage,eroina, travestiti, sesso orale. Lapidati i Beatles, riavvolti con i loop insieme a vetri rotti e agli innumerevoli esperimenti di John Cale, il pianoforte di “The day in the life” che và avanti per sempre, qui è il rumore bianco ed il feedback che non smettono di creare interiormente capovolgimenti e cadute, siamo agli albori del punk alla fine della pace e dell’amore.
Dischi come The Velvet Underground & Nico hanno avuto forte influenza sulla musica che sarebbe seguita negli anni ‘70 a ’80 e per questo entra a far parte di diritto in quei dischi immancabili in una collezione .

Il vinile divenne anche celebre per la copertina raffigurante una banana che, una volta sbucciata, rivelava la figura del frutto ma questa volta di colore rosa. Prodotto nel 1967 dall’etichetta Verve a quei tempi molto interessata alla musica sperimentale e da Andy Warhol che pensò al gruppo in questione attraverso cui esprimere le proprie tendenze artistiche ed innovative.





Il disco si presenta con la copertina apribile e all’interno le foto del gruppo con ritagli di giornale dell’epoca, l’album non fu molto apprezzato all’uscita, causa i contenuti che vennero censurati dai media e ella musica molto poco commerciale, vendette pochissime copie .

Quando le prime copie furono distribuite nei negozi, inoltre, un certo Eric Emerson (un ballerino degli spettacoli di Warhol), il cui viso ritratto durante uno show fu stampato rovesciato sul retro copertina appoggiato al volto di Lou Reed, fece causa alla casa discografica MGM (di cui la Verve era una sua sottoetichetta) perché la sua immagine era stata utilizzata senza il suo permesso e voleva essere pagato; così la MGM dovette prima coprire con uno sticker l’immagine di Emerson dalle copertine già stampate e poi ristamparle con l’immagine stessa cancellata con l’aerografo.

 Ed è proprio questo particolare che identifica la primissima edizione dell’album, quella più ricercata: la foto del gruppo nella back cover deve avere la figura di Emerson stampata sottosopra, sopra il gruppo stesso.


Il retrocopertina con il volto
 di Emerson
 La seconda versione venne messa in vendita con uno sticker nero e la scritta “The Velvet Underground & Nico produced by Andy Warhol” a coprire completamente la figura di Emerson mentre nella versione definitiva, uscita l'anno seguente ovvero nel 1968, l'immagine del ballerino venne completamente oscurata . Alcune copie mono del ’68 vennero vendute con la cover dell’edizione stereo: un piccolo sticker con la scritta “mono” copriva la parola “stereo” .
Tutte e tre le versioni hanno sulla front cover lo sticker della banana gialla a coprire quella rosa.

Versione con sticker stereo

Come già detto in precedenza, anche la cruenza dei testi di Lou Reed contribuì non poco allo sbigottimento del pubblico di allora: nella cupa “Venus in furs” si parla di un esasperato triangolo sadomasochista; in “There she goes again”, pezzo dal ritmo rock ‘n roll quasi scanzonato, Lou Reed consiglia a un ragazzo di picchiare la fidanzata che si diverte a ferire i suoi sentimenti. Ma il capolavoro del disco, resta senza dubbio “Heroin”. In “The Velvet Underground and Nico” c’è spazio anche per una sensuale e ipnotica dolcezza, racchiusa in canzoni come “I’ll be your mirror” e “Femme fatale”.


la rara edizione promo label gialla 
valore oltre 4000$ 
Non ci sono parole per definire questo disco, ove i difetti sono punti di forza e le sue idee innovative furono da lezione per le generazioni musicali successive. Un album che di pop ha solo la copertina firmata da Warhol ed anche per questo tra i più collezionati e valutati.








sabato 26 febbraio 2011

L'anti-concept album dei Jethro Tull - Thick as a Brick



Quando hai tra le mani una copia originale dell’album dei Jethro TullThick As a Brick”, e ne tocchi la copertina, gli occhi vanno su e giù a cercar di leggere le notizie e la mano a voler sfogliare quelle pagine per veder che ci trovi in seconda pagina e la pagina successiva, proprio come se leggessi un giornale..e prima ancora di ascoltare l'album, ti godi un’opera d’arte. Thick as a Brick fu davvero l’ "Anti-concept" per eccellenza?
Le pagine che racchiudono il disco raccontano in prima pagina la storia di un immaginario ragazzino di 8 anni, di nome Gerald Bostock che finisce nel bel mezzo di una polemica in seguito alla vittoria di un premio letterario locale.
La notizia, spiega, della poesia, intitolata "Thick as a Brick", offende un numero imprecisato di persone, portando fortemente quel pubblico a chiedere ai giudici di revocare il premio assegnato. Le note in copertina, sfogliandolo,  contengono una serie di articoli, alcuni dei quali sono reali e altri in parodia del giornalismo del tempo. Su tutto il “falso” giornale, si possono trovare versetti poetici sparsi tra gli articoli,  come spiega un altro articolo, saranno utilizzati per fornire il testo della canzone per il nuovo album della band.

Il motivo dello scandalo e la susseguente richiesta di squalifica è che lo stesso è da ritenersi, "gravemente squilibrato" e che la sua letteratura è "il prodotto di un atteggiamento estremamente malsano verso la vita, Dio, e il suo Paese”. Nello stesso articolo, come si evidenza nella foto di copertina, c’è una ragazza di 14 anni, la piccola Milton (Julia Fealey) sullo sfondo che solleva leggermente la camicetta mentre fissa allettante nella fotocamera, le gambe divaricate quanto basta per rivelare le sue mutandine, e sotto si descrive come lei ha accusato Little Milton di averne causato la gravidanza.

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Lo St.Cleve Chronicle, è pieno zeppo di riferimenti che riguardano la canzone di Thick as a Brick. Il trafiletto più importante per il tema di fondo è una piccola storia a pagina 5 sotto il titolo "Visiting Professor gives Talk", dove si apprende che un certo Andrew Jorgensen (un nome creato da Anderson ) cita : "l'uomo deve imparare a funzionare come osservatore indipendente dal comportamento di massa e sviluppare il diritto di ogni individuo alla libertà intellettuale, il miglior livello di cui è capace", e continua con : "Purtroppo a lezione terminata sono volate bottiglie di cui una che ha colpito il il signor Jorgensen sotto l'occhio sinistro." 
Fino a citare il lanciatore di bottiglia, un tale,  Albert Innes,  che fa parte di coloro che tengono "Thick As A Brick" ( e che sono duri come il mattone, riferiti alla Chiesa ed allo Stato ). 
Considerando la difficoltà e la cura profusa in questo falso giornale, sembra curioso che Ian Anderson abbia affermato che l'album non è proprio un concept album. Il suo punto di vista sembra essere proprio il contrario, mentre, la canzone invece fornisce una serie di scorci della vita della media borghesia inglese, che si occupa a sua volta dei giovani dalla nascita, della loro sessualità, scuola, servizio militare, e organizzazione religiosa, in pratica della loro formazione.
Ma il tutto gira intorno ad un gruppo centrale di temi, e il progetto elaborato della copertina svolge un ruolo fondamentale nel modo in cui si comprende il disco. 
In un'epoca in cui il packaging album era in molti casi altrettanto creativo come la musica del vinile (o almeno interessante).
Era il 1972 e il pifferaio Anderson, stufo delle aspettative dei suoi fans e critici, diede alle stampe uno dei più famosi dischi di progressive rock, giocando sugli aspetti satirici ed ironici che sembravano troppo seriosi e complicati agli occhi della band, e della moda dilagante in quel periodo di impacchettare idealizzando, i lavori discografici. Dopo quanto letto, magari vi verrà voglia di sentire il disco, mi auguro. Secondo voi non è un concept album  con una cover art da far invidia?


Ascolta il disco