giovedì 29 ottobre 2015

Le Maledizioni del Rock : il club dei J27


Tutto ebbe inizio nel 1939, quando, all’età di 27 anni, morì uno dei più famosi ed influenti bluesmen di sempre, Robert Johnson, che, poche ore dopo essersi ubriacato, cominciò a stare male, a delirare: si dice sia stato avvelenato dal marito della sua amante. 31 anni dopo, nel 1969 morì Brian Jones, storico chitarrista dei Rolling Stones, trovato morto nella piscina della sua villa a Hartfield, in Inghilterra. La causa della sua morte resta tutt’ora un mistero; venne ufficialmente dichiarato “morto per incidente”: aveva 27 anni. Non passò molto tempo prima che si verificasse un’altra “coincidenza”: nel Settembre del 1970, Jimi Hendrix morì nella sua camera d’albergo, soffocato dal suo stesso vomito dopo aver bevuto un cocktail malsano a base di alcool e tranquillanti. Dopo circa due settimane fu la volta di Janis Joplin, morta per overdose di alcool e eroina; anche lei aveva 27 anni, così come Hendrix. Nello stesso anno, alla stessa età morì anche Alan Wilson, leader dei Canned Heat, per overdose. Tutto questo ancora non vi spaventa?
La maledizione continua, nel 1971, con Jim Morrison, leader dei The Doors, trovato morto nella vasca da bagno di una stanza in un albergo a Parigi. Dopo l’ennesimo caso di “morte coetanea”, i mass media cominciarono ad accorgersi di un’altra sinistra caratteristica che accomunava i ventisettenni: ovvero, il fatto che la lettera J compariva in tutti i nomi dei musicisti e si incominciò quindi a parlare della cosiddetta “Maledizione della J”, e questo fenomeno suggerì una possibile brutta fine anche ad altri artisti come John Lennon e Mick Jagger (che, solo nel caso di Lennon, si verificò effettivamente nel 1980, quando venne assassinato sotto casa sua a New York da un venticinquenne psicopatico anche se, strano a dirsi, uno dei suoi più grandi ammiratori). Nel 1975 anche il bassistaDave Alexander dei The Stooges si unì al gruppo, morì di polmonite. Numerosi altri artisti meno noti morirono nel frattempo, tutti a 27 anni come di consueto, e nel 1994, la morte di Kurt Cobain (cantante dei Nirvana) scioccò i fan di tutto il mondo quando il beniamino del grunge americano si suicidò con un colpo di fucile nella sua casa a Seattle. Nel gruppo, invece, “della J” (oltre naturalmente ai sopra citati Jimi, Janis, Jim, ecc) troviamo il chitarrista e cantante Jerry Garcia, dei Grateful Dead (morto nel 1995, a causa delle droghe e dell’alcool di cui abusava), John Denver, che morì in un incidente aereo nel 1997, Jeff Buckley, il cui corpo fu ritrovato nelle acque del Mississippi (dopo che il cantante, la sera prima, aveva deciso di fare un bagno, ma fu tragicamente investito da un battello e non fece più ritorno), e infine Joe Strummer dei The Clash: nel 2002 gli venne un infarto che gli fu fatale.