giovedì 21 novembre 2013

Shawn Philips - Contribution



Nel corso degli anni '60 Shawn Phillips era stato un personaggio quasi sconosciuto, lavorando a due album popolari ed alcuni single ancora molto oscuri,
suonando anche al Festival dell'Isola di Wight e  collaborato con Donovan, al sitar nel suo album "Sunshine Superman", infine apparendo in tv al Rainbow Quest di Pete Seeger ( qui su youtube). 



Si dice anche che è stato lui che ha insegnato George Harrison a suonare il sitar e anche se molto rispettato da coloro che lo avevano sentito, era per definizione un musicista underground.
Nel 1970 incide il suo primo album e cinque anni dopo il suo ultimo disco, e da quel momento andrà a vivere in Italia. 
La sua caratteristica migliore è sempre stata la sua splendida voce, che fondeva con arrangiamenti elaborati dalla band e in studio con la tecnologia.

E' in grado di creare qualcosa di veramente speciale, sfruttando al massimo anche le opportunità offerte dalla sovraincisione. La sua voce ha raggiunto picchi vertiginosi su "Man Hole Covered Wagon" e bassi emozionanti sulla tranquilla e ipnotica "L Ballade".
 Non era solo la sua voce ad avere eccellenti qualità, ma anche un compositore di talento con originali  testi.  

Tra i musicisti con cui ha collaborato ci sono Paul Buckmaster alle tastiere, e tre membri principali dei Traffic (cioè Steve Winwood alle tastiere, Jim Capaldi alla batteria e Chris Wood al sax). 

L'album "Contribution" può essere definito "hippie" più degli altri, come si può definire Shawn Phillips un "psychedelic cosmic songwriters". Un album di transazione che sfocerà anche nel successo con il disco successivo "Contribution 2".



Se non lo conoscete ancora questo è il momento di essere curiosi. 

"Se dovessi descrivere la mia musica in poche parole, direi che si tratta di libertà - la frequenza di intensità che ogni essere/individuo sente in un momento di esperienza altruista" S.P.