martedì 8 ottobre 2013

Solid Space - Space Museum


Uno dei migliori periodi di vena artistica e creativa intorno alla musica elettronica venne vissuto tra il 1978 e il 1985.
Stagione dove l'arguzia e abilità nel maneggiare i synth e la drum machine ha segnato l'evoluzione dei gruppi. 
Il seme piantato da pionieri come Kraftwerk, Yellow Magic Orchestra e la primordiale Human League, John Foxx , Gary Numan, o Tuxedomoon diedero i loro frutti rendendo interessanti decine di gruppi che senza pretese, registravano e distribuivano il proprio lavoro, armati di idee romantiche, inventavano nuove music machine, perseguendo un'idea futuristica e malinconia dell'esistenza che  implementava la loro idea di musica. 
Solid Space è un chiaro esempio di questa prima ondata che ha scosso la New Wave e il Synth Pop, che è poi stata recentemente recuperata e rivendicata. 
Formatisi alla fine degli anni '70 da Maf Vosburgh e Dan Goldstein, due appassionati di fantascienza, Doctor Who e l'elettronica in primo luogo si  incontrarono a scuola per la prima volta, alla giovane età di 11 anni .
La prima  fase embrionale ( a soli 14 anni ) del gruppo,furono gli " Exhibit A " ( 1979 ) che divenne una band di new wave, punk rock, 

Un anno dopo nasce  "Solid Space"  un progetto che durerà due anni con l'unico LP , " Space Museum ",  comparso nel 1984 anche se la registrazione era del 1982 e pubblicato su cassetta da " In Records Phaze ".

Registrato in casa con un rudimentale otto tracce, questo duo trabocca di creatività in un lavoro ingiustamente dimenticato nel tempo e che inspiegabilmente non continuò, perché dopo questo disco svanirono nel nulla. 
Più niente si è saputo di loro, tranne che per qualche recensione a sostegno dell'album e una intervista, in una fanzine oramai irreperibile.
Solid Space dovrebbero avere un posto di rilievo nella storia dell'elettronica, ma la storia è stata spesso ingiusta per molti dei suoi eroi. 
Un vero gioiello di elettronica primi anni ottanta che resta in attesa di un improbabile ristampa su vinile, dopo essere uscito su stampa pirata nel 2012 ( IP011), ovviamente introvabile.  

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