giovedì 10 gennaio 2013

Lucio Battisti : Il nostro caro angelo




Il nostro caro angelo di Lucio Battisti venne stampato a settembre del 1973 e si avvalse naturalmente della collaborazione del fido paroliere Mogol. Come il suo predente album, "Il mio canto libero", si piazzò alla testa delle classifiche e vi restò per parecchie settimane. Precedette quello che fu considerato il vero capolavoro di Battisti, Anima latina.
Si nota subito la strana copertina di questo disco che destò subito scalpore a causa della nudità di alcuni personaggi raffigurati, ma questa scelta fu motivata dalla linea di pensiero legata al rispetto delle tradizioni e dei costumi, tematiche molto care al duo Mogol-Battisti. Si pensò subito che il titolo era riferito al neonato dello stesso artista ma come si può anche leggere da queste frasi..
"cattedrali oscurano le bianche ali bianche non sembran più,Ma le nostre aspirazioni il buio filtrano traccianti luminose gli additano il blu.."

il riferimento, spiegò in seguito lo stesso Mogol è la Chiesa Cattolica, come riferito in questa intervista : 

"Il nostro caro angelo è un discorso contro la Chiesa! L'hai sentita? Il nostro caro angelo è l'ideale. Effettivamente è un testo un po' difficile, però è autentico. Guarda che è semplicissimo, te lo posso spiegare in tre parole: voglio dire che l'ideale dell'uomo è distrutto man mano che si vive, perché è chiaro che chi vive con le ali viene ferito. Allora si mettono i remi in barca e si comincia a fare il discorso del compromesso; qui c'è proprio il tentativo di difendere questo ideale, le ali bianche non servono più. L'uomo condannato da questa Chiesa, visto come un peccatore, oscura sempre di più: è un discorso contro la Chiesa fatto con mezzo milione di copie, è un discorso sociale, assolutamente".

Salta all’orecchio l’incredibile attualità delle tematiche affrontate nei testi.

Si va dalla critica al consumismo di "Ma è un canto brasileiro", alla sfida alla Chiesa cattolica della title track,come dicevamo, poi c'è il classico Battistiano di "la Collina dei Ciliegi" :
"Il brano è la storia di due innamorati, declinata però in senso universale: il protagonista invita la partner a seguirlo senza timore degli altri e la sprona a superare insieme tutte le difficoltà e le incertezze che si troveranno davanti. La metafora del volo è utilizzata a più riprese, con esiti di volta in volta elegiaci e spirituali, oppure ironici: è il caso dell'inciso musicale con il colombo che stuzzica un pallone fino a forarlo e lanciarlo in un'inesorabile caduta, contrapposta al volo che i due amanti spiccano contro ogni pregiudizio..."



Completano l'album  la tribale "La canzone della terra"  la splendida "Quest'inferno rosa", e gli episodi "Le allettanti promesse" ,"Io gli ho detto no" e "Prendi fra le mani la testa". 

Anche se criticato ( Battisti iniziava ad essere perseguitato da accuse di filofascismo )  e pur non essendo il miglior lavoro, è stato il secondo disco più venduto del 1973 e continua ad essere un lavoro all'avanguardia ed insolito per l'epoca del duo Battisti - Mogol.



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La valutazione del disco stampato in Italia dalla Numero Uno con n.DZLNS 55660 con copertina apribile e laminata è intorno ai 40euro, da sottolineare che il disco venne stampato anche in Germania, Spagna, Venezuela, Korea e Francia dove troviamo la stessa valutazione più o meno, tranne che per l'edizione Spagnola, la RCA Victor stampò il disco con una differente ed ironica copertina che ha reso il disco ricercato dai fans ( 150euro cat.n.TPL1 9061 ).