domenica 2 ottobre 2011

L'opera alchemica dei King Crimson




Chi era il Re Cremisi? In pochi forse sanno che si trattava dell’Imperatore svevo Federico II, particolarmente ammirato dai King Crimson non solo per la sua carica storica innovativa, ma anche per motivi più profondi. Federico II (Iesi 1194, Fiorentino – Perugia – 1250) è, infatti, una delle personalità più affascinanti di civilizzazione occidentale, colui che fondò le basi dello stato laico moderno, un precursore del Rinascimento. Agli amici egli appariva come il nuovo Messia, l’annunciatore della pace universale, un Dio Imperatore che avrebbe condotto il mondo ad una nuova era. Per i nemici egli era invece un tiranno irriducibile, persino l’incarnazione dell’antiCristo. In realtà con la presenza di Federico II vengono a contrastarsi due epoche: quella ecclesiastica medioevale e l’inizio del mondo moderno.
Nulla era paragonabile a quello che era la corte del Re della Sicilia, del Re Cremisi; persino l’epoca più grandiosa di Carlo Magno mai era arrivata a tanto. Con la sua corte, viaggiava continuamente, si componeva di un’università secolare, un monopolio culturale che sfidava continuamente la chiesa medioevale. C’erano i primi poeti della scuola siciliana. Come pure i poeti trovatori provenzali. E poi gli alchimisti, i filosofi, gli scienziati, gli astrologi ed i matematici ebrei. Federico II era anche egli stesso un poeta, artista e scienziato molto dotato, si interessò a studi di medicina, di anatomia, ornitologia, matematica, astronomia, astrologia e alchimia.
Il tema del brano The court of the Crimson King, infatti, riguarda proprio il nipote di Federico Barbarossa, ma in particolare evoca la figura alchemica del Rebis, cioè l’unione della luna con il sole, dell’uomo con la donna, il Re Sole e la Regina Luna, e quindi l’unione alchemica degli opposti (Rebis).


Gioacchino da Fiore, l’inventore di un nuovo sistema profetico, associò Federico II alla mitologia: come le sibille avevano previsto, il Re Cremisi avrebbe unito l’est e l’ovest, l’oriente e l’occidente. Gioacchino da Fiore intravide nella figura dell’Imperatore l’inaugurazione di una nuova era dopo un periodo di incubazione medioevale, la figura dell’aquila e allo stesso tempo l’allegoria della divinità ermafrodita Giove (Zeus).


Federico II, quindi, non era soltanto colui che univa l’oriente e l’occidente, non incorporava soltanto l’unione alchemica degli opposti, egli era innanzitutto l’Imperatore che coniugava il passato con il futuro, l’uomo saggio che conservava in sé la visione di tutte le visioni.

Anche Federico II fu profeta, quando disse: “La conoscenza è un nemico mortale quando nessuno detta le regole. Il destino di tutta l’umanità che vedo è nelle mani degli sciocchi. Questa frase potrebbe anche riferirsi alla nostra epoca nucleare. Egli, però, voleva dire che, se l’Imperatore non dettava le regole della natura, il destino di tutta l’umanità sarebbe finito nelle mani degli sciocchi, come nel testo di 21st Century schizoid man.

Federico II era un seguace di Averroè, l’uomo mulatto rappresentato con il turbante nella scuola di Atene di Raffaello che in occidente fu più conosciuto come traduttore di Aristotele che come pensatore originale. Averroè era invece un maestro della Kabbalah.
Secondo la Kabbalah è necessario che la nostra anima trovi la verità attraverso l’unione degli opposti per coagulare i vasi comunicanti e dare scopo e significato alla nostra vita.
“L’atto creativo è un momento eterno, al di fuori del tempo comune, non è seguito da perpetue sequenze. Le nostre aspettative si basano sul passato che sta realmente costituendo il presente, ed il presente è a capo del futuro. Questo concetto è difficile a spiegarsi con semplici parole, ma un artista creativo ha una percezione libera del futuro, perciò si adopera con naturalezza al suo presente creativo” (Robert Fripp)


Nel brano che segue, I talk to the wind, il ribelle, l’anticonformista, l’emarginato, il cosiddetto “hippie” sta parlando all’uomo retto, il tradizionalista, conservatore ortodosso che non lo sentirà e non potrà capire. È come se si stia comunicando con il vento. La vita di Federico riflette la gioventù degli anni ’70. Come i figli dei fiori egli si è ribellato contro la vecchia generazione. Ne è seguita una lotta epica contro la figura tradizionalista del padre (il papa) paragonabile alla lotta tra il dio e Satana. La lotta di Federico assomiglia al dramma adolescenziale che aspira ad una autonomia in grande scala.


Peter Sinfield mette in particolare risalto questa ribellione contro le autorità religiose. Questo brano potrebbe anche essere intitolato “comunico con me”, comunico con me ma non posso ascoltarmi, non posso cambiare la mia natura essenziale, Federico II potrebbe parlare a se stesso, ma non sentirsi, egli si rivolge alla sua parte sinistra, al suo inconscio, ma non può sentirsi, non può vedere la propria luce, può essere visto soltanto da una prospettiva diversa, dalla prospettiva della luna. Per seguire il proprio percorso non si deve essere condizionati dalle convenzioni sociali.


Se nell’album “The Court of the Crimson King” assistiamo all’associazione fra Zeus e Federico II, e perciò con l’elemento “aria”, in “The Wake of Poseidon” l’elemento principale è l’acqua. Ciascuno dei quattro album in cui Sinfield ha scritto i testi per i King Crimson, corrisponde ad uno dei quattro elementi ed ad una particolare scheda dei tarocchi per fornire un senso di trasformazione alchemica.


Uno degli emblemi principali che influenza la nostra psiche è il riferimento all’acqua come accostamento alla vita, la forza vitale è rappresentata dal flusso visto come linfa fluente, il vaso di giada che versa l’acqua è la luce del sole e la luce della luna che stemperandosi uniscono le energie maschili e quelle femminili.



"Sono l’oceano 
Sono la montagna
La pace è il mio nome

Sono il fiume toccato dal vento
Sono la storia
Non mi concludo mai".


Profonda come l’Oceano è anche Ecate è la guardiana degli abissi misteriosi del nostro inconscio, che può farci accedere alla nostra memoria collettiva costituita dalle forze vuote che ruotano attorno alla creazione. Ecate, Regina degli Inferi, ci permette di conversare con gli spiriti più misteriosi che si nascondono nel più profondo della nostra psiche.




"Durante l’oscurità del sogno 
La regina di mezzanotte
Conosce ogni dolore umano".

Garden of worm si può proprio immaginare come la profondità del mare, dove nei periodi antichi sprofondavano i marinai più sfortunati. In questo giardino il serpente che si mordeva la coda era il simbolo della vita senza fine. Il drago. Il più mitico avversario della luce e dell’alimentazione creativa: Pitone contro Apollo. Echidna e Tifone erano le vite senza fine, entrambi spaventosi anche per gli dei. Le cento orribili teste di Tifone si innalzavano al cielo toccando persino le stelle. Il veleno che stillavano i suoi occhi diabolici e le pietre roventi che uscivano dalla lava delle sue bocche spalancavano baratri infiniti. Sibilando come centinaia di serpenti e ruggendo come centinaia di leoni strappò montagne intere gettandole addosso agli dei fuggiaschi.

Tifone è stato associato al vento, il vento del Sahara che dal sud distrugge ogni cosa con la potenza del suo calore. Tifone è anche un semplice anagramma di Pitone, avversario di Apollo a Delfi. In Egitto il diavolo era denominato Tifone che combatteva contro Osiris e l’insieme delle legioni della razza umana. Osiride insegnò agli egizi la coltivazione della terra, Egli era il dio della vegetazione, nella lingua greca Egli venne nominato Dionisio. Demetra, la madre terra per gli antichi greci è l’equivalente di Iside. Iside è il simbolo della natura ricettiva, il principio acquoso e materno che genera la vita dopo essere stata impregnata dalla virilità del sole.

Nella cultura cristiana il diavolo è il lato oscuro della natura. Federico II, attribuisce al demonio l’essenza delle divinità ancestrali delle culture precedenti, l’essere, cioè, non soltanto il male in se stesso, ma anche l’ombra della luce. Una forza che è antagonista, ma al tempo stesso essenziale alla vitalità. Ad esempio le piante perirebbero, nella loro prima fase dell’esistenza, se fossero mantenute esposte ad una luce solare costante, la notte che si alterna al giorno è essenziale al sano sviluppo e alla crescita. In natura umana la malvagità denota l’antagonismo della materia sullo spirito, solo attraverso l’equilibrio, e non la contrapposizione, ciascuno sarà purificato e l’universo, di rimando, conservato. Il funzionamento dei contrari produce armonia, come le forze centripete e centrifughe necessitano l’una dell’altra. Se si arresta una delle due forze, l’azione dell’altra diverrà immediatamente distruttiva.





Lizard (Lucertola), il terzo album, è associato al terzo elemento: il fuoco.
Anche in questo album Federico II riappare sotto l’apparenza del principe Rupert, vissuto nel XVII secolo. Rupert e Federico erano entrambi nobili tedeschi con un genitore non tedesco. Entrambi hanno trovato il loro successo politico e militare in un paese straniero (l’Italia per Federico, l’Inghilterra per Rupert). Entrambi erano avversari della chiesa cattolica. Entrambi furono riconosciuti per la ricerca scientifica. Entrambi sono discendenti da monarchi chiamati Federico. Federico I Barbarossa e Federico IV padre di Rupert. Entrambi hanno vissuto in periodi apocalittici. La loro comparsa ha reso agli uomini loro contemporanei la speranza, o la paura, che con il loro avvento una nuova era stesse iniziando.
 




Il numero 4, quarto album dei King Crimson, Island, simboleggia la terra. Il ritorno al tutto.


Il simbolo dei tarocchi è il sole. Le sensazioni coscienti sono il serpente della genesi ed hanno al loro interno il lato oscuro intuitivo dell’inconscio rappresentato dal dio del padre che è andato perduto durante il processo della nascita. L’isola è il cerchio, il ritorno alle proprie origini, alla saggezza dell’infanzia, al bambino che è in noi.





Il cerchio è chiuso, la scheda dei tarocchi è il mondo. È il completamento dell’Opera Magna Alchemica. Il simbolo è un cerchio nel quadrato (quadrare il cerchio), i quattro elementi del mondo ed il cerchio dell’infinito. I dischi registrati dai King Crimson con Peter Sinfield sono quattro ed i lati degli LP sono otto. Otto è il numero della conclusione dell’Opera Magna. Otto sono le porte magiche di Castel del Monte, il castello di Federico II. Oltrepassati i sette cancelli si giunge al trionfo dell’eternità. Le otto torrette di Castel del Monte sono caratterizzate da scale a spirale, per attraversarle occorre girare in tondo come un disco in un fonografo.


L’oceano, il mare, l’acqua rappresentano la nascita, la morte e la resurrezione. L’acqua è la forza della vita della terra (ISLAND), il mare è l’abisso uterino, il profondo, una forza elementare incontrollabile che annienta e uccide come pure resuscita. Le onde fanno l’amore sulla spiaggia.

Nella visione indù, i nostri diversi ego sono paragonabili ad isole nel mare: quando osserviamo il mondo di fuori pensiamo che siamo entità separate. Quello che non vediamo è il collegamento che esiste al di sotto delle acque, il pavimento degli oceani, quello che Jung definisce come il nostro inconscio collettivo.
King Crimson, con il loro primo album In the court of The Crimson King del 1969 
attuarono una vera e propria rivoluzione nella storia del rock. Da quel momento la forma rock della canzone sarà inserita in un’opera ben più strutturata e complessa in cui ogni elemento è strettamente collegato all’altro, in un discorso di forte valenza culturale e filosofica.