giovedì 22 settembre 2011

Goodbye R.E.M.




“Un saggio una volta disse che la cosa più importante quando si va a una festa è sapere quando è il momento di andare via. Abbiamo costruito qualcosa di straordinario insieme. E ora è tempo di abbandonarla. Spero che i nostri fan capiscano che questa non è stata una decisione facile. Ma tutte le cose hanno una fine e noi abbiamo voluto finire bene, a modo nostro. Come R.e.m. e come amici e co-cospiratori, abbiamo deciso di chiudere la nostra storia come band. Abbandoniamo le scene con un grande senso di gratitudine, di realizzazione e di stupore per tutto quello che abbiamo realizzato. A tutti quelli che si sono emozionati con la nostra musica, i nostri più profondi ringraziamenti per averla ascoltata”
Queste le parole di Michael Stipe, leader dei R.E.M., con un comunicato stampa rilasciato ai media. E’ quindi ufficialmente finita dopo una lunga carriera iniziata nel lontano 5 aprile 1980. Uno dei loro primi grandi successi è stata Losing My Religion, mentre tra gli ultimi non possiamo dimenticare Collapse Into Now.
Infine il ringraziamento ai fan che li hanno sempre sostenuti:

“Ringraziamo tutti quelli che ci hanno permesso di essere i R.E.M. durante questi 31 anni. E’ stato meraviglioso”

Anche il bassista Mike Mills ha parole serene e razionali su questa decisione:

“Durante l’ultimo tour e mentre realizzavamo l’ultimo album, ci chiedevamo cosa avremmo fatto poi. Siamo sempre stati una band nel senso più vero del termine. Fratelli che si vogliono bene e si rispettano. E abbiamo preso questa decisione insieme, consensualmente, senza avvocati o disarmonie. Era il momento giusto”

Queste infine le parole del chitarrista Peter Buck:

“Una delle cose più belle di questa band è il fatto che le nostre canzoni significavano per il nostro pubblico quello che significavano per noi, avevano la stessa importanza. Essere stati parte della vita dei nostri fan è stato un regalo incredibile. Grazie. Mike, Michael, Bill, Bertis (Downs, manager della band, ndr) sono stati grandi amici, e so che li rivedrò in futuro. Come rivedrò chi ci ha seguito e supportato negli anni, dai negozi di dischi ai club degli esordi, guardando un gruppo di diciannovenni che provavano a cambiare il mondo”