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Zick Zack
Rec .ZZ65
Ger. 05/10/1981 Prima Ed. con inserto 100 euro |
mettevano in scena all’epoca: eventi distruttivi, teatrali, in cui alla strumentazione Rock, ridotta all’osso (chitarra e voce), si sostituiva una strumentazione anomala, alternativa, praticamente fai-da-te. Tra martelli pneumatici, bidoni, trapani, attrezzi meccanici, barre metalliche e plastiche a percuotere acciaio e cemento, scarti della società industriale, Bargeld e compagnia de-costruivano il suono della musica, riducendolo a battiti, rumori, feedback, echi distruttivi, urla scomposte – i due percussionisti inventavano ritmi partendo dallo zero dei rifiuti prodotti da Berlino: è la creazione che nasce dall’annichilimento. Oltre alle basi percussive, il sottofondo (che in realtà non è background, ma attore principale!) dei vari episodi di “Kollaps” è il rumorismo sfrenato provocato dalle varie registrazioni e dall’utilizzo dei vari strumenti non convenzionali; ma ciò che più stupisce è come anche le musiche proprie del Rock vengano ridotte a ‘semplice’ minimalismo meccanico-industriale: è il caso ad esempio della chitarra, resa afona ed ossessiva, incapace di produrre accordi portatori di qualsivoglia profondità ed anzi appiattita a semplice propaggine metallica delle braccia di Bargeld.
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La voce dello stesso Blixa suona filtrata e manipolata, anch’essa un prodotto dell’industria, della fucina automatica, della fabbrica: ogni lamento è un grido improvviso, espressionista, scomodo, capace di ridurre in frantumi qualsiasi emozione romantica e di plasmare invece un’atmosfera allucinata, da periferia degradata, da mondo post-moderno meccanizzato e sconvolgente. Perfetti esemplari del teatro Einsturzende Neubauten sono elaborazioni come l’estenuante titletrack “Kollaps”, otto minuti in un crescendo ossessivo guidato dai lamenti di Bargeld, la danza techno-tribale “Tanz debil”, il rumorismo totale di “Steh auf Berlin”, gli abbozzati schizzi pianistici di “Sehnsucht” e l'araldo “Negative Nein”: ogni secondo di un brano come questo mostra le potenzialità del suono di “Kollaps”, solo all’apparenza scarno, ma capace in realtà di mostrare le brutture e le sensazioni del mondo odierno attraverso i suoi stessi rumori, i suoi stessi suoni, le sue stesse architetture.
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