lunedì 16 maggio 2011

L'elettronica in autostrada - Kraftwerk : Autobahn

La prima stampa tedesca - Philips
c.n.6305231 - Valore 80/100 eu
Uno degli album più influenti nella storia della musica elettronica e’ Autobahn dei Kraftwerk
Arricchito dall'introduzione dell'organo Moog, è un capolavoro d'equilibrio senza pari nella storia del rock elettronico. Equilibrio tra rumori e melodie, sperimentazioni d'avanguardia e pop, danze ancestrali e ritmi "concreti", umanesimo e cibernetica, tecnologia e arte. Definito da Ralf Hütter "una specie di raga pensato per l'ascolto in automobile", l'album è una sinfonia per motori. Motori che rombano, che mormorano suoni e rumori in un'armonia ipnotica. "Düsseldorf, la città in cui viviamo, è il centro della più grande zona industriale tedesca — raccontavano i due -. La nostra musica è quella della realtà urbana, con i ritmi e i suoni che producono le fabbriche, i treni e le automobili. Lavoriamo in questo contesto e ne siamo influenzati, come degli operai della musica, per otto-dieci ore al giorno nel nostro studio di registrazione. Amiamo i computer e le macchine che noi stessi ci siamo costruiti, con esse abbiamo una relazione semi-erotica". Romanticismo mitteleuropeo, estetica futurista e un sentire tipicamente "soul" si incrociano sull'Autostrada dei Kraftwerk per dar vita al suono del futuro.


La copertina disegnata da Emil Schult, già membro della band dal 1971 al 1973. Un sole stilizzato e un'autostrada che scorre tra le colline con le auto inserite nel paesaggio in stile collage. In primo piano l'abitacolo dell'auto su cui viaggiano i quattro membri della band. I loro volti si intravedono nello specchietto retrovisore, mentre a sinistra del volante compare il volto del designer.
Il retro copertina della versione originale mostraHütter, Schneider, Röder e Emil Schult seduti, la testa di Wolfgang Flür fu aggiunta in un secondo momento alla sovrapposta a quella di Emil Schult's quando si decise che sarebbe rimasto come membro permanente della band. Klaus Röder non fece per molto tempo parte del gruppo che aveva lasciato prima che le sessioni della registrazione fossero completate.

L'amplesso tra uomo e macchina, dunque, come approdo della Nuova Musica. Suoni secchi e asettici, oppure suadentemente morbidi, vengono filtrati e metabolizzati attraverso un uso dell'elettronica che mira a creare una nuova arte "totale": un linguaggio universale del villaggio globale. L'album esce nel novembre 1974 aperto dalla titletrack, suite di 22 minuti tutta sintetizzatori pulsanti e drum pad/ rhythm box assolutamente inedite, un sistema percussivo decisamente futuristico che i nostri si vedranno costretti a brevettare per evitare spiacevoli inconvenienti.

Il brano principale venne poi editato per essere adattato al formato singolo da 3 minuti, in una operazione fatta a discapito della genialità di fondo della concezione globale dell’opera ma che ne determinò il vero e proprio successo: la canzone elettronica era finalmente nelle alte posizioni delle classifiche americane ed inglesi, e rappresentava una vittoria sia per i Kraftwerk sia per la musica a venire. Ma se "Autobahn" rappresenta un punto di svolta critico per il suono della band e per gli sviluppi futuri della musica, qui manca ancora l’addentrarsi definitivo nella nuova direzione, quel passo decisivo che sarebbero stati loro stessi, inevitabilmente, a compiere.