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| "Cottonwoodhill" Germany press Bellaphon- BLPS19019 1970 - copertina apribile laminata - Le prime copie con un piccolo poster - valore 200/250euro |
L’originaria formazione sono un settetto con doppio tastierista, basso, chitarra, voce e doppio percussionista. Joel Vandroogenbroeck (organo, fluti), Ron Bryer (guitar), Werni Frohlich (basso), Coismo Lampis (batteria ), Wolfgang Paap (tabla), Dawn Muir (vocals), and Hellmuth Kolbe (potentiometri, generator, ed sound effects). i Brainticket, band nomade e multinazionale, attraversa, da questa prima formazione in poi, con vena disuguale almeno tre scene diverse: quella elvetica che li vede nascere, quella tedesca e poi quella italiana, con fortune discografiche molto alterne.
Spesso al limite della dissonanza e del rumore, e tuttavia capace di suggestionare l'ascoltatore con la sua dimensione "alterata", in una sorta di trip allucinogeno che richiama sia il krautrock più estremo che certe sonorità del rock californiano anni Sessanta. E' così soprattutto nel primo disco registrato in Germania, "Cottonwoodhill" (per molti semplicemente "Brainticket"). La voce femminile di Dawn Muir spaventa, improvvisa, come in preda di allucinazioni. Tutto il disco si regge prevalentemente come abbiamo detto in precedenza sul brano “Brainticket”, o meglio quasi, diciamo per un lato e mezzo.
L’ascoltatore viene deturpato dal suono battente di un martello pneumatico e da altre diavolerie che tendono a sperimentare l’ambito psichedelico, non disdegnando passaggi strumentali anche interessanti.
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| "Psychonaut" - 1972 Germany press - Bellphon BLPS19104 - cover laminata. Valore 200 euro |
I tre musicisti dopo il primo album del 1970, “Cottonwoodhill“, si trasferirono nel nostro Paese, dove vissero alcuni anni ed incisero i due album ora riediti in Gran Bretagna nel 1972, “Psychonaut” , con la formazione gia dimezzata, presenta evidenti analogie con il precedente "Cottonwoodhill", non tanto per continuità musicale, anzi. Qui abbiamo tappeti sonori meno acidi e lisergici, una dilatazione delle ritmiche a favore di una maggiore ricerca melodica, anche se costantemente nell'alone delle turbe allucinogene...un sound che potremmo definire più oscuro, complici l'organo e flauto traverso, un'alchimia che crea una dimensione ancora più surreale. Ed il titolo lo lascia intendere, un viaggio nella psiche.
La permanenza in Italia, la partecipazione al Festival Pop di Caracalla a Roma nel 1971, la collaborazione con l’ambiente musicale tricolore contribuì a perfezionare quella che, all’epoca, venne definita dalla critica “musica descrittiva”.
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| "Celestial Ocean" - 1972 RCA Victor Italy press LSP34158 + poster copertina apribile Valore 200 euro |
I Brainticket pubblicarono altri due dischi nel 1982, per poi realizzare una reunion nel 2000 che ha permesso l’uscita del sesto ed ultimo album “Alchemic Universe
In ogni caso, ad accrescere il mistero sul gruppo è anche la relativa scarsità di notizie certe. Per molto tempo la band fu considerata olandese, anche da dizionari e archivi molto autorevoli, mentre l'Olanda, paradossalmente, è una delle poche nazioni non rappresentate.
Il suo leader, il polistrumentista belga Joel Vandroogenbroeck ha continuato a realizzare dischi fino ai giorni nostri, in gruppo o da solista.





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