sabato 26 febbraio 2011

Thick as a Brick - L'Anti-conceptzionale



Quando hai tra le mani una copia originale dell’album dei Jethro Tull “ Thick As a Brick”, e ne tocchi la copertina, gli occhi vanno su e giù a cercar di leggere le notizie e la mano a voler sfogliare quelle pagine per veder che ci trovi in seconda pagina e la pagina successiva, proprio come se leggessi un giornale..e prima ancora di ascoltare l'album, ti godi un’opera d’arte. Thick as a Brick fu davvero l’ "Anti-concept" per eccellenza?
Le pagine che racchiudono il disco raccontano in prima pagina la storia di un immaginario ragazzino di 8 anni, di nome Gerald Bostock.
Gerald finisce nel bel mezzo di una polemica in seguito alla vittoria di un premio letterario locale.
La notizia, spiega, che la poesia di Gerald, intitolata "Thick as a Brick", a quanto pare
offende un numero imprecisato di persone, portando fortemente quel pubblico a chiedere ai giudici di revocare il primo premio assegnato. Le note di copertina all'interno della versione originale in vinile apribile contengono una serie di storie, alcune delle quali sono reali e altri in parodia del giornalismo del tempo. Su tutto il “falso” giornale, si possono trovare pezzi di poesia di Gerald sparsi tra gli articoli, i pezzi sparsi di poesia, come spiega un articolo, saranno utilizzati per fornire il testo della canzone per il nuovo album dei Jethro Tull.
Il motivo dello scandalo e la susseguente squalifica che coinvolge il provetto poeta Gerald si legge, che il ragazzo è "gravemente squilibrato" e che la sua poesia è "un prodotto di un 'atteggiamento estremamente malsano verso la vita, il suo Dio, e il suo Paese” Nello stesso articolo,come si evidenza nella foto di copertina, c’è una ragazza di 14 anni, la piccola Milton (Julia Fealey) sullo sfondo che solleva leggermente la camicetta mentre fissa allettante nella fotocamera, le gambe divaricate quanto basta per rivelare le sue mutandine, e sotto si descrive come lei ha accusato Little Milton di averne causato la gravidanza.

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Lo St. Cleve Chronicle è pieno zeppo di riferimenti che riguardano la canzone di Thick as a Brick. forse la più importante per il tema di fondo della "poesia" è una piccola storia a pagina 5 sotto il titolo "Visiting Professor gives Talk", dove si apprende che un certo Andrew Jorgensen (un nome creato da Anderson ) dice ai suoi ascoltatori che «l'uomo deve imparare a funzionare come osservatore indipendente dal comportamento di massa e sviluppare il diritto di ogni individuo alla libertà intellettuale, a livello migliore di cui è capace personalmente".
La storia continua: "Purtroppo a lezione terminata sono volate bottiglie di cui una che ha colpito il il signor Jorgensen sotto l'occhio sinistro." Un'altra storia ci dice che il lanciatore di bottiglia è Albert Innes, parte di coloro che tengono "Thick As A Brick" ( duro come il mattone ) cioè chiesa e stato. Considerando la difficoltà e la cura profusa in questo falso giornale, sembra curioso che Ian Anderson abbia affermato che l'album non è proprio un concept album. Il punto di Anderson sembra essere che l'album non racconta una storia, e questo è importante osservare, la canzone invece fornisce una serie di scorci della vita della media borghesia inglese, che si occupa a sua volta dei giovani dalla nascita, della loro sessualità, scuola, servizio militare, e organizzazione religiosa. Ma il tutto gira intorno ad un gruppo centrale di temi, e il progetto elaborato della copertina svolge un ruolo fondamentale nel modo in cui si comprende il disco. In un'epoca in cui il packaging album era in molti casi altrettanto creativo come la musica del vinile (o almeno interessante).


Era il 1972 e il pifferaio Anderson, stufo delle aspettative dei suoi fans e critici, diede alle stampe uno dei più famosi dischi di progressive rock, giocando sugli aspetti satirici ed ironici che sembravano troppo seriosi e complicati agli occhi della band, e della moda dilagante in quel periodo di impacchettare idealizzando, i lavori discografici. Dopo quanto letto, magari vi verrà voglia di sentire il disco, mi auguro. Secondo voi non è un concept album  con una cover art da far invidia?