sabato 25 settembre 2010

Bentornati No Strange





Intervista esclusiva a Salvatore D'Urso, co-fondatore, cantante/autore del gruppo No Strange.

Di Marialaura Grillo 



Salvatore D'Urso è cantante e autore dei testi delle canzoni dello storico gruppo torinese neo- psichedelico
NO STRANGE, attivo dalla prima metà degli anni '80 fino all'inizio degli anni '90. Di recente il gruppo si è riformato, e "Ursus", pseudonimo con il quale Salvatore D'Urso è più conosciuto, ha risposto ad alcune mie domande.



 D : Prima di tutto, ti ringrazio per la tua disponibilità. Vorrei cominciare con il chiederti di commentare il concerto dei NO STRANGE al "Caffè Basaglia" di Torino con il quale il gruppo si è riproposto dal vivo qualche mese fa e che preannuncia un nuovo lavoro discografico.  
R : Si, non è stato il primo concerto fatto in anni recenti per la verità...abbiamo ricominciato nel 2008 a suonare dal vivo, dopo una pausa che durava da oltre 15 anni.


La formazione attuale è di nuovo composta da me ed Alberto Ezzu, i due fondatori originari, insieme a chi ci ha già accompagnato fin dalla metà degli anni 80: mio fratello Toni D'Urso alle chitarre,Pino Molinari alle tastiere e alla chitarra acustica, Paolo Avataneo al basso e Lucio Molinari alle percussioni...abbiamo avuto anche la collaborazione della fiatista Laura Tommasi...ed è da circa un anno entrato l'elemento più giovane, ossia la corista Rosalba Guastella.
 Il nuovo lavoro discografico è ancora in cantiere,  lo studieremo ancora a fondo ma credo che sarà un bel disco, che andrà a completare la serie di quelli precedenti, già abbastanza nutrita.



D : E' cambiato qualcosa nell'attitudine e nell'ispirazione dei NO STRANGE del 2010 o tu e il gruppo considerate i nuovi brani come una ideale prosecuzione di ciò che avete elaborato e pubblicato in precedenza, sebbene a distanza di molti anni?
R : C'è un filo conduttore comune in tutti i lavori discografici,compreso in questo che deve ancora uscire,allo stesso tempo ognuno è un episodio a se stante... infatti, oltre ai mutamenti che ci sono stati negli anni riguardo i componenti del gruppo, si è evoluta anche la strumentazione che a tratti viene usata in modo molto acustico e in altri momenti con sonorità elettriche.

Abbiamo sempre avuto una vasta gamma di influenze musicali, derivate proprio dal nostro retroterra (anche perchè ormai siamo over-50) che spazia dalle avanguardie del Novecento (Terry Riley, Stockhausen, Maderna) fino al beat e alla psichedelia di varie nazioni: in particolare rivediamo a modo nostro buona parte del patrimonio musicale che va dal 1967 fino ai primi anni '70, in senso personale, o almeno ci proviamo, anche perchè non abbiamo mai eseguito covers ma sempre pezzi di nostra composizione.
D : Hai accennato alle varie fonti di ispirazione della musica dei NO STRANGE, anticipando la mia domanda... puoi essere più preciso riguardo ai gruppi e agli artisti che vi hanno maggiormente influenzato sia nella creazione dei brani musicali che negli arrangiamenti ?
R : Sì, in generale noi abbiamo assimilato molta musica fin dalla tenera età, infatti io ed Alberto ci conosciamo dagli anni delle scuole medie (non fatemi dire quanti sono, altrimenti passiamo per vecchi!) e già da allora i nostri gusti erano indirizzati verso nomi non proprio di uso comune : ad esempio i primi Pink Floyd, i Nice, i Brainticket, la Third Ear Band e tutto quello che stava sorgendo in Germania sotto il nome di "musica cosmica", soprattutto i primi Tangerine Dream, i Faust, gli Ash Ra Tempel e i Popol Vuh...ma anche molta musica italiana che sperimentava strade nuove, partendo dalla psichedelia delle primissime Orme o del Balletto di Bronzo, fino a Battiato o Juri Camisasca...in seguito ho poi riscoperto cose che per anni erano rimaste nascoste e relegate al piccolo mondo dei collezionisti, come Le Stelle di Mario Schifano o Chetro & Co. (citando gli italiani) oppure molto underground internazionale che derivava dal movimento hippie e radicale, come dalla "beat generation" letteraria e storica, sul genere dei Pearls Before Swine o dei Fugs, fino al folk psichedelico di gruppi come Incredible String Band ecc...
Nomi ce ne sarebbero molti, ma credo che filtrando tutte queste cose attraverso le nostre personali vibrazioni, siamo anche riusciti ad amalgamare uno stile non comune, per cui addirittura c'è chi oggi ha coniato un nuovo termine per definire certa musica e certe "good vibrations"...la nostra comune amica Cristina Scanu, ad esempio, che ci ha aiutati molto a risorgere negli anni più recenti, quando deve indicare qualcosa di molto vicino alle nostre tendenze parla di stile "NOSTRANGICO" e quindi diventano nostrangiche tutte le variazioni sul tema: bolle colorate, temi floreali, arcobaleni di luce e via dicendo...tutto ciò è "nostrangico" !


 
D : Quali sono le differenze più rilevanti tra lo stato attuale della musica pop e rock d'autore in Italia e gli anni '80 dal punto di vista strettamente "creativo"e cosa ti senti di dire invece su tutto ciò che gira intorno alla musica sia riguardo all'organizzazione dei concerti sia riguardo al mondo discografico negli ultimi anni, rispetto a quel periodo.
R : Ai tempi non c'era Internet e i mezzi tecnici erano abbastanza limitati, per cui occuparsi di queste cose richiedeva una buona dose di coraggio e quindi anche un'enorme passione...oggi ci sono molte possibilità di farsi conoscere, sicuramente maggiori di allora, ma al tempo stesso, poichè c'è una valanga di materiale che esce giornalmente con risultati non sempre entusiasmanti, si rischia di considerare tutto allo stesso modo: c'è un po' di appiattimento generale, per cui anche le proposte più valide rischiano di perdersi, in mezzo a mille altre più o meno inutili.
Infatti nel mondo dei siti e dei blog c'è molta musica interessante, ma non è facile seguire tutto accuratamente.

Quello che invece manca di più, rispetto ad allora, è il pubblico che riempiva determinati locali e lo faceva sopratutto per seguire le band delle scene più o meno emergenti....
L'atteggiamento di oggi è molto meno attento di un tempo, sembra un paradosso ma alle possibilità materiali che si sono accresciute mancano le possibilità creative, si risolve tutto in modo abbastanza veloce, stile "usa e getta"...la stessa musica in mp3 non ha più lo stesso fascino che aveva il vinile, sarà una banalità già sentita ma in fondo è proprio così.



 


D : Hai parlato del vinile e del suo fascino... sei d'accordo con quelli che lo ritengono superiore al CD anche per la qualità del suono e che interesse hai per il collezionismo dei dischi in vinile?
R : Per la qualità del suono dipende...di solito hanno una maggiore qualità quei dischi che, essendo già stati concepiti per il vinile, lo reggono come impatto sonoro.
Esempio: la maggior parte dei dischi degli anni '60 che hanno poi ristampato in CD, suonano meglio in versione originale (quindi su vinile) ma purtroppo entrare in possesso degli originali non è facile e spesso costa delle cifre proibitive...io personalmente sono legato al collezionismo del vinile solo per ragioni di lavoro, in quanto ho gestito un negozio di dischi rari e di collezionismo sonoro per circa 15 anni.

Inizialmente ero collezionista anche io, poi dovendo fare una scelta drastica ho continuato a ricercare come commerciante, pur mantenendo la passione originaria...se devo essere sincero non tengo più vinili da anni, ma la cosa che mi manca più che il disco in sè sono le copertine:da buon grafico e cultore di disegno, trovo che la cosa più affascinante dei vecchi album resti la veste esterna, soprattutto nel periodo psichedelico e progressive c'erano grandi studi grafici che producevano opere d'arte di grandissimo livello, anche in Italia le copertine di etichette quali la Cramps o la Bla...Bla... erano dei veri e propri gioielli, che ovviamente non rendono allo stesso modo nel formato digitale.
 
 
D : Il collezionismo dei dischi in vinile riguarda da vicino anche i NO STRANGE. E' vero che i vostri album e singoli sono molto quotati e quale è quello più ricercato dai collezionisti?
R : Sì, negli anni hanno raggiunto cifre ragguardevoli, anche perchè i nostri dischi hanno avuto un discreto seguito all'estero e ricordo che fin dai primi tempi si trovavano nelle liste di negozi specializzati in varie parti del mondo, ci fu addirittura un commento di Greg Shaw (grande produttore americano negli anni 80,specializzato in musica garage e psych) che ci definì uno dei più grandi gruppi psichedelici...infatti ricevemmo offerte di concerti anche in altre nazioni, tra cui il Giappone che ha sempre amato la musica italiana di stampo psichedelico e pop-progressive.
Credo che siano divenuti dei piccoli feticci anche per la veste grafica inusuale, per esempio il primo album uscì in vinile e custodia trasparenti (con serigrafia molto colorata) proprio per dare risalto alla suite, presente sulla prima facciata, dal titolo "Trasparenze e suoni": probabilmente proprio il primo LP è quello più ricercato,ma anche i seguenti hanno delle quotazioni importanti.

Certo che se avessimo potuto suonare dal vivo in posti come il Giappone lo avremmo fatto con molta soddisfazione, ma purtroppo quelle offerte arrivarono un po' tardi e il gruppo si stava già dividendo per altre strade: nei primi anni '90 cessammo l'attività, non per dissidi interni o per motivi personali, ma solo perchè i nostri rispettivi lavori non ci permettevano altro...oggi che siamo tornati in scena, però, abbiamo intenzione di intensificare l'attività dei concerti dal vivo.
 
D : Quindi i NO STRANGE suoneranno ancora dal vivo nei prossimi mesi?
R : Certamente sì, entreranno a far parte della nuova scaletta anche i brani nuovissimi, oltre a quelli storici che ripresentiamo sempre in veste rinnovata.
Inoltre c'è l'intenzione di filmare buona parte dei concerti, in modo da divulgarne i contenuti anche a chi non potrà raggiungerci fisicamente.




 D : Allora aspettiamo di conoscere le date e i luoghi in cui si svolgeranno i vostri live...
Ursus, tu sei anche un bravissimo grafico. Curerai la copertina del nuovo album dei NO STRANGE come è stato per gli album precedenti e l'aspetto scenografico dei live e come valuti queste componenti nell'ambito del vostro progetto musicale?
R : La grafica continuerò a curarla personalmente, oltretutto oggi con l'uso del pc si possono aggiungere cose fino a pochi anni fa impensabili, ma cerchiamo sempre di non esagerare con la tecnologia e i risultati saranno comunque naturali, frutto di una realizzazione manuale molto classica...così anche nelle scenografie dei "live" adoperiamo degli effetti visivi abbastanza semplici.
Ultimamente, ad esempio, abbiamo filmato delle bolle di gelatina all'interno di una boccia piena d'acqua e proiettato queste immagini sullo sfondo, con l'aggiunta di alcuni effetti di colore e in stile optical in modo simile a quello che si faceva negli ultimi anni '60 durante le feste hippie o gli happening psichedelici...anche questo è un modo di riagganciarci ad una visione spaziale, che non comprende solo il lato musicale ma anche quello visivo, a noi molto cara perchè ci accompagna da anni, ormai...ma credo che sia quantomai attuale il concetto di "psichedelia" anche tra le nuove generazioni, purchè non lo si releghi ad un clichè o ad un facile revival, soprattutto se invece di usare delle droghe sintetiche (come si faceva un tempo) per raggiungere l'allargamento della coscienza, al contrario si fa perno sulle proprie capacità vere, quelle che ognuno di noi ha dentro di sè e che nessuna alterazione da parte di droghe può sostituire: quelle esperienze sono storicamente superate e quindi ripeterne i fallimenti sarebbe deleterio, anzichè positivo.

D : Fai bene a ribadire questi concetti, spesso si continua ad associare la psichedelia con l'uso di sostanze psicotrope come se fossero imprescindibili non solo per chi suona ma addirittura per chi ama questo tipo di musica...

E veniamo all'ultima domanda, che mi sta particolarmente a cuore : sulla scorta delle prossime annunciate uscite discografiche, di alcuni concerti in cui stanno tornando ad esibirsi noti gruppi italiani della scena neo-Sixties degli anni '80 e del riscontro che sta ottenendo il libro "Eighties Colours" di Roberto Calabrò che ne ripropone i percorsi e le immagini, ritieni che possa esserci una ripresa anche parziale di quel movimento di cui i NO STRANGE furono tra i protagonisti?
A noi interessa l'aspetto culturale e spirituale della psichedelia e questo non va necessariamente associato a certe sostanze, tutt'altro...
R : A livello underground probabilmente sì, potrebbe esserci un rinnovato interesse...non solo per la psichedelia, ma anche per rivalutare molte delle forme sonore esplose nei decenni trascorsi...io penso che in ambito rock si sia detto ormai di tutto e di più, per cui se questo tipo di musica vuole continuare a vivere lo può fare solo attraverso la contaminazioni con diverse culture.
L'interesse per i Sixties (o per i neo-Sixties, come vengono definiti sul libro di Calabrò) in verità non è mai morto, questo è evidente in tutte le produzioni degli ultimi anni ma anche dall'interesse sempre vivo che la gente mostra su Internet e sulle riviste musicali.

Bisogna però uscire da certi schemi e sviluppare una personalità propria in ogni caso, perchè altrimenti si rischia di rimanere statici (che è esattamente il contrario di quanto proponeva il movimento psichedelico da sempre): per questo motivo anche noi utilizziamo spesso linguaggi sonori al di fuori del rock o di determinati confini...per noi sono elementi costanti anche le sonorità orientali, il folk, la sperimentazione a vari livelli...ed è molto importante l'uso della lingua italiana (non sempre però) perchè ci permette di farci capire subito anche nell'ambito dei testi, sottolineando i nostri legami con la scena italiana del passato, soprattutto quella a cavallo tra i '60 e i '70 che si è espressa nella nostra lingua madre...è vero che in inglese si può cantare qualsiasi cretinata, tanto suona sempre bene, ma se voglio dare uno spessore alle mie parole e ne voglio trarre delle sensazioni reali debbo cantare esattamente nel modo in cui penso e parlo comunemente ogni giorno.
 
Anch'io spero che questo interesse per i Sixties che non è mai scomparso del tutto possa trovare nuova linfa vitale, anche attraverso il ritorno sulle scene dei NO STRANGE, e ringrazio Salvatore D'Urso per le sue esaurienti risposte che sicuramente offrono molti spunti di approfondimento, augurando a lui e al suo gruppo di ottenere ancora i consensi che meritano da parte della critica e del pubblico più attento alla musica di qualità.