martedì 27 luglio 2010

Il sortilegio elettronico dei Coil



Balance e Christopherson, i Coil, perfezionano il loro sound , dopo anni di militanza e collaborazione in gruppi come Throbbing Gristle, Current 93 e Psychic Tv, ed un inizio assai interessante avvenuto nel 1984 con l’Ep “How to destroy angels” contenente un solo brano, 16 minuti di un cerimoniale occulto per sole percussioni (dal gong a ogni sorta di oggetti metallici, persino spade!), musica rituale imparentata coi contemporanei lavori dei Current 93. i Coil debuttano su 33giri con il disco “Scatology”, ipnotico e potente, che riesce a far breccia nella critica presentando sulla scena musicale il duo che ha oramai intrapreso la carriera…Quella che li porta ad un capolavoro della musica sperimentale elettronica della fine degli anni’80 “Horse Rotorvator”.

Una immensa macchina per arare il mondo, costruita con le ossa dei quattro cavalli dell'Apocalisse. L'Horse Rotorvator, gigantesco aratro che recide ogni alito di vita, preconizzando l'avvento di una nuova, agghiacciante era. Follia e orrore alle soglie dell'inferno..”

E’ il testo riportato sulla copertina dell’album, che annuncia un Apocalisse imminente, la migliore introduzione a quest’opera. Balance e Christopherson sapevano a quali sortilegi e magie si ispiravano quando hanno dato alla luce il disco, che fin dal prime tracce emana una insinuante e perversa energia e che al tempo stesso affascina e relega l’ascoltatore in un gotico castello senza vie d’uscita, circondato e ipnotizzato dai campionatori di Chris , dai ritmi incalzanti, dai rumori tetri ed oscuri e dalle litanie funeree di Balance.
Alle cupe e deliranti atmosfere collaborano anche Marc Almond (alias Paul Revere ) e come Clint Ruin ( Foetus ) un altro mago del rock industriale di quegli anni, che spingono il curioso e stordito ospite del castello verso meandri rumorosi ed orgiastici.
Ideale summa di tre anni di sperimentazioni, “Horse Rotorvator” è l’opera più compiuta del primo periodo dei Coil. Balance e Cristopherson si dividono i ruoli: il primo è l’istrione, il mattatore assoluto, il secondo è il regista, che, campionatore Fairlight alla mano, pianifica le sequenze e sceglie i set più appropriati. Anche i testi, dietro la morbosità e il gusto per il kitsch, rivelano un’ampia gamma di riferimenti: dall’Antico Testamento alla filosofia di Jean Genet, dalla storia dell’antica Roma alla narrativa gotica (Poe, Lovecraft), dall’esoterismo alla fantascienza cyberpunk di Ballard e Burroughs. E a scongiurare ogni sospetto di pretenziosità, c'è uno humor nero, sempre pronto a beffarde ghignate.
Il seguito dei Coil negli anni è segnato da lavori singoli e colonne sonore, raccolti poi nel disco “Gold is the metal” e dischi di sperimentazione elettronica abbandonata l’aurea nera che li avvolgeva come “Love’s secret domain” sfoderando altri capolavori, fino al 13 novembre 2004, quando John Balance, tradito dai suoi abusi alcolici, morirà in seguito a una caduta dalle scale della propria abitazione, lasciando sgomenti amici e fan.


Horse Rotorvator

Il disco edito dalla Force & Form in UK (K.422/Some Bizzare ROTA 1) nel 1986, fu pressato in 2000 copie inizialmente in vinile trasparente con l’aggiunta di 5 cartoline ed un adesivo ed in alcune di queste copie vi si trova anche un poster e un foglio con i testi, di cui la quotazione attuale è di 200euro.

In Germania dalla Record Vox (SPV 098008) prime 1000 copie in vinile blu.
In USA dalla Relativity ( 88561-8139-1/2 ) di cui probabilmente 1000 copie in vinile giallo
Queste altre stampe, vista la relativa difficoltà nelle reperibilità, non raggiungo però la quota da collezionismo come per la stampa Inglese.

   






Horse Rotorvator : ascolta qui alcuni brani del disco