martedì 2 marzo 2010

Jacula mistero progressive.



Nei primi anni ’70 il continuo evolversi della musica rock inglese conduce nella corrente e più nera corrente del dark sound dei primi Black Sabbath e dei Black Widow o in quella più esoterica ed occulta, legata alla tradizione popolare britannica, di fatto fatalmente limitata ad un proscenio puramente underground.
Anche in Italia, seppure per un periodo molto breve, alcuni esponenti del nostro pop si sono distaccati dai canonici album “concept” per intraprendere strani viaggi musicali intrisi di misteriosi contenuti.
Ricordiamo ad esempio, l’esperienze dei Pholas Dactylus nel Concerto delle menti o l’esperimento anticonformista legato agli studi su rituali magici e pratiche occulte attraverso sonorità oscure e metafisiche di Antonio Bartoccetti e dei suoi progetti musicali, il più singolare e suggestivo dei quali rimane il gruppo Jacula.
Nativo delle Marche Antonio Bartoccetti approda a Milano nella seconda metà degli anni ’60 e con il nome di Antonius Rex incide 2 brani per la Decca “Dentro di me “ e “Aiuto”poi pubblicato come Dentro noi e Deserto.
Sciolto il primo gruppo si trasferisce a Londra e realizza il suo sogno di incidere per la Gnome Records “In cauda semper stat venenum” . Il disco viene prodotto dal disegnatore Travers che realizza uno spettrale disegno in bianco e nero in cui è raccolto l’album di Jacula. L’album secondo un intento preciso viene stampato in sole trecento copie e Travers decide di non commercializzarlo riservandosi il diritto di diffonderlo attraverso sette e confraternite. Inutile dire che ciò lascia piuttosto interdetti e dona alla storia un’alone di leggenda e mistero che và oltre la musica stessa. Oggi potremmo dire che l’opera è pressoché inesistente, dal momento che nessuno, finora, ha potuto costatare materialmente questo supporto. Ritornato a Milano Bartoccetti continua a comporre musica e a studiare filosofia. Nel 1972 torna nelle marche e sceglie come abitazione un castello che chiamerà Antonious Rex Castle : è in quest’eremo che compone il materiale che formerà uno dei dischi cult della nostra musica.
Ricontatta il disegnatore Travers affinchè ricolori la lugubre immagine di In cauda semper stat venenum, che viene così riproposta con dei colori eloquenti per il disco Tardo pede in magiam versus, primo vero album ufficiale dei Jacula in Italia.
Nelle cinque tracce altamente evocative il disco trasporta l’ascoltatore nell’inquietante mondo del mistero e della ritualità con un suono altamente innovativo ed “anticommerciale”, come lo definisce lo stesso autore.
L’album è realizzato in sole 1000 copie su etichetta Rogers . Il messaggio di Jacula, per ovvi motivi, non è raccolto dal pubblico e solo dopo molti anni viene riscoperto il valore di quei percorsi musicali oggi irripetibili. Il gruppo si scioglie ma Bartocetti e Doris Norton proseguono con altri musicali come Antonious Rex .

Articolo tratto da "raro" di Franco Brizi del marzo 2002

Lp - 1972 Tardo pede in magiam versus : Rogers records TRS 01000
Valutazione - €1000

LP - 2001 In cauda semper stat venenum : BWR 051 Valutazione €50

CD - 2001 In cauda semper stat venenum : cd BWR 051 Valutazione €15,50