domenica 21 febbraio 2010

Il collezionismo discografico



Di solito affidiamo alla data di pubblicazione del vinile la quotazione di un disco cioè ; più un disco è vecchio, più il suo valore è alto; questa valutazione spesso è sommaria ed ingannevole; per fare un esempio lampante il 45 giri di Domenico Modugno "nel blu dipinto di blu" del 1958, uno dei primi 45 giri colorati (infatti il vinile era blu in omaggio al titolo) vale poche migliaia di vecchie lire perché la tiratura e la conseguente vendita è stata enorme; al contrario il 45 dei Sex Pistols "God save the queen", uscito originariamente per la A&M con copertina standard forata, vale qualche milioncino perché immediatamente ritirato dal mercato. Altro metro tipicamente adottato è di pensare che un disco di qualche cantante che andava per la maggiore, valga di più di altri per il prestigio dell'interprete. Anche questo luogo comune è da sfatarsi immediatamente. Con le dovute eccezioni , quali ad esempio, in Italia, i primi due 45 giri di Battisti "Per una lira" e "Luisa Rossi" con il cui ricavo potreste sfamare una famiglia numerosa per un mesetto e più, generalmente i dischi di un'artista conosciuto solamente da una nicchia d'appassionati raggiungono quotazioni superiori proprio per la loro scarsa diffusione sul mercato. Ovvio che anche in questo caso ci sono parecchi "distinguo", perché il lavoro dell'artista sconosciuto deve anche avere una certa validità musicale e non essere semplicemente una meteora che non ha lasciato alcun segno, a livello artistico. Valutare un disco è quanto di più complicato si possa immaginare, perché non esistono parametri certi: tutto dipende dalla sempiterna legge della domanda e dell'offerta. Per restare in tema generale diciamo subito che un disco raro , per avere alte valutazioni, deve essere in perfetto stato di conservazione sia di copertina sia di vinile. Inoltre ci sono generi musicali che più di altri hanno grosso richiamo collezionistico ad esempio il progressivo italiano ed europeo o la psichedelia americana. Un altro fattore importante è il paese di stampa del disco. Se un gruppo è inglese, la prima edizione inglese varrà sicuramente di più della prima edizione italiana o americana dello stesso disco, tranne rare eccezioni quali ad esempio potrebbe essere una copertina totalmente differente in Italia rispetto al resto del globo (è il caso, ad esempio del primo lp dei Pink Floyd stampato in Italia, molto dopo l'edizione inglese, ma con una splendida copertina unica al mondo). Inoltre , come avviene nei libri, la prima stampa è quella che fa testo, mentre le successive ristampe valgono infinitamente meno; a volte determinare con assoluta certezza quale sia la prima stampa diventa arduo anche per gli addetti ai lavori, perché la differenza potrebbe essere solamente una sfumatura di colore sull'etichetta del disco e niente più. Ovviamente ogni regola è nata per essere infranta, nel mondo del collezionismo discografico, ed ecco infatti che la terza stampa dell'opera pop "Orfeo9" vale di più della prima perché la copertina porta una splendida fotografia di Renato Zero, completamente diversa da quella originale dove l'artista romano non compariva per nulla; infatti all'epoca dell'incisione originale il signor Zero era un emerito sconosciuto, mentre all'epoca della terza ristampa era estremamente più popolare dell'ottimo Tito Schipa Jr. autore dell'opera pop in questione. C'è da farsi venire un gran mal di testa e sicuramente la cosa migliore è quella di affidarsi a addetti ai lavori, di provata onestà, per la valutazione della vostra collezione. A volte il valore del vinile è dettato anche dal fatto di essere quasi introvabile in digitale e per restare ancorati a Renato Zero, l'unico suo album stampato su cd solamente una volta e basta ,nonostante le disperate preghiere dei suoi fans, è "Prometeo". Ovvio che i collezionisti di quest'artista, anche quelli devoti unicamente al digitale, piuttosto che non averlo, ricercano l'lp originale con la conseguenza che il vinile di "Prometeo" vale il quintuplo di tutti gli altri dischi di Renato Zero.


Ci sono poi delle etichette, chiamiamole alternative, perché osavano produrre artisti poco commerciali che hanno un loro zoccolo duro di seguaci e vengono collezionate per intero indipendentemente dall'artista. I dischi stampati da queste etichette generalmente hanno quotazioni molto alte: in Italia abbiamo , ad esempio, la "Bla-Bla" che aveva il primo Battiato come artista di punta, in Inghilterra la "Vertigo", in Germania la "Ohr" e così via.


Da molti anni oramai per avere un parametro di riferimento collezionistico, vengono stampati libri sull'argomento. Lunghi elenchi tra i quali andare a spulciare per rintracciare la stampa di cui si è in possesso ed avere la quotazione.


Ce ne sono alcuni che prendono in considerazione solo certi generi musicali ed altri che inseriscono negli elenchi solo i dischi da una minima valutazione in sù, altri ancora solo le stampe di quel paese.


Essere in possesso di questi "libri sacri" per un appassionato è un buon inizio per diventare un sapiente collezionista.

Alcuni di questi libri li puoi comprare da qui :